Ordinato fuori, ordinato dentro?


Ciao,

un mio caro Maestro (non scolastico) mi diceva spesso: “ordinato fuori, ordinato dentro; disordinato fuori, disordinato dentro”. Io voglio un gran bene al mio maestro, ma oggi non sono più convinto che la sua frase sia del tutto giusta. Vuoi sapere il motivo?

Il mio Maestro in effetti aveva tanta ragione, nel mio caso: nel periodo in cui la mia camera era veramente disordinata vivevo appieno le contraddizioni della mia adolescenza e tutto si riversava nella gestione della mia camera.

Eppure, una volta terminato quel periodo, mi son reso conto di essere rimasto comunque disordinato, ma sono sicuro che hai presente il disordine di cui parlo: è quel “disordine ordinato” in cui davvero ritrovo tutto. So che una scarpa è sotto il letto e l’altra vicino alla finestra. Poi arriva qualcuno (anzi Qualcuna) a “disordinarmi” tutto e a sistemare le scarpe appaiate nella scarpiera!! :-D    Ma… Ma sono riuscito a separare un angolo della stanza in cui tutto deve essere al proprio posto, sistemato e pulito, e in cui vado solo ed esclusivamente per studiare.

Sono convinto che l’ordine faciliti la concentrazione e faccia risparmiare tempo, mentre  il disordine la disturbi e faccia perdere tempo. E’ anche vero che il luogo in cui generalmente si studia è quello che pian piano diventa più simile a noi: pareti bianche oppure piene di nostre foto, poster, quadri, appunti, schemi e mappe appesi, tende o senza, tutto al proprio posto o tutto incasinato…

Ognuno può personalizzare, almeno in parte, il proprio ambiente di studio. C’è chi adora studiare al parco o nella camera più grande della casa, altri si rinchiudono nello sgabuzzino (ho un amico studia sotto la scrivania… ;-) ). Per alcuni il silenzio è oro, altri non capiscono niente di ciò che leggono se non hanno nelle orecchie la loro musica preferita. Insomma.. ce n’è per tutti i gusti! :-)

Penso sia utile rendere confortevole il luogo in cui si studia e/o lavora, perché è uno tra i luoghi più importanti della giornata. Io sono arrivato a renderlo quasi “sacro”. Apro le finestre (quando posso) per far entrare aria prima di iniziare, sistemo le cose e i fogli sparsi e mi rilasso. Una volta che ho finito faccio un piccolo punto e mi scrivo le cose da fare. Insomma, ho trasformato (necessariamente) il mio studio come un lavoro.

Tralascio di proposito gli argomenti “silenzio vs. rumore” e “postura” perché secondo me hanno bisogno di un post a parte. Per ora fai in modo di segnarti il “confine” tra il luogo di studio, soprattutto se sei disordinato.. sono sicuro che avrai dei miglioramenti impressionanti!

Ciao ciao!

Andrea

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