Qual è il tuo stile cognitivo?


Il motivo per cui oggi ti scrivo di questo argomento è perché vi sono tante componenti che contribuiscono a spiegare le diverse prestazioni che tu puoi ottenere nelle diverse materie o confrontandoti con i tuoi amici, colleghi, compagni.

Uno di questi elementi di differenza nell’apprendere è dato dagli stili cognitivi di elaborazione dell’informazione, che incidono soprattutto sul come affrontiamo i diversi compiti, sui percorsi di studio che programmiamo e le strategie di approccio alle materie.

Cos’è lo stile cognitivo?

In “paroloni” è la modalità di elaborazione dell’informazione che il soggetto adotta in modo prevalente, che permane nel tempo e che si generalizza a compiti diversi.

In “parole povere” è la strategia principale che utilizziamo per imparare e per ricordare in modo duraturo.

Gli studiosi dell’apprendimento convergono su 6 stili cognitivi principali. Per ora te li elenco velocemente (oggi è sabato ed è una bella giornata.. ;-) ), ma mi riservo alcuni prossimi post per spiegarteli meglio, in modo da riflettere su quale tra questi può essere il tuo stile principale!

Ricorda: anche in questo caso non si tratta di “unico”, ma di principale. Ciò significa che potresti adottarne uno in modo prevalente e altri per determinate materie o attività!

1) Lo stile globale/analitico indica quelle persone a cui piace soffermarsi sui dettagli e/o sull’insieme;

2) Lo stile dipendente/indipendente dal campo, si riferisce, come il precedente, alla percezione d’insieme o in dettaglio, ma tiene anche conto della capacità di problem solving e delle caratteristiche di personalità.

3) Lo stile verbale/visuale si basa sulla distinzione tra le persone a cui piace ascoltare/parlare (verbale) o quelli a cui piace raffigurarsi qualcosa nella mente (visuale). Questo è uno stile di cui parleremo in lungo e in largo…

4) Lo stile convergente/divergente: chi è “convergente” solitamente parte da una affermazione e “converge” verso una risposta unica e prevedibile attraverso l’uso della logica, mentre il “divergente”, al contrario, da quell’affermazione si muove in modo  originale e creativo.

5) Lo stile sistematico/intuitivo si riferisce al modo in cui arrivi a individuare una regola o un criterio di classificazione: se sei “sistematico” ti muovi in modo da controllare tutto singolarmente, una cosa per volta; se sei “intuitivo” procedi per ipotesi da confermare o confutare.

6) Lo stile impulsivo/riflessivo riguarda il tempo e i processi che adottiamo per risolvere problemi difficili. Questa polarità è molto intuitiva. Davanti ad un problema, infatti, puoi soffermarti a riflettere e infine giungere alla conclusione oppure puoi dare una soluzione immediata e poi correggi il tiro per prove ed errori.

Ti sei ritrovato/a in uno di questi stili?

Fammelo sapere nei commenti qui sotto!

A presto,

Andrea

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